di Vincenzo Lipari Presidente Nazionale Mediterraneo Le storie che lasciano il segno non iniziano mai per caso. Nascono da una verità condivis

di Vincenzo Lipari
Presidente Nazionale Mediterraneo
Le storie che lasciano il segno non iniziano mai per caso. Nascono da una verità condivisa, da una passione che resiste e da un’idea che sembra, all’inizio, impossibile.
È così che nasce anche il cammino della Nazionale del Mediterraneo, ed è così che prende forma un nuovo progetto che affonda le sue radici nella data simbolica del 2 ottobre: la Giornata Mondiale della Nonviolenza.
Una giornata istituita dalle Nazioni Unite nel 2007 con la risoluzione A/RES/61/271, che intende diffondere il messaggio della nonviolenza e riaffermare l’importanza universale della cultura della pace, della tolleranza, della comprensione e del dialogo tra i popoli. Tutti valori che condividiamo profondamente, e che consideriamo parte integrante del nostro modo di intendere lo sport. Lo sport, infatti, è prima di tutto uno strumento di crescita collettiva, un linguaggio universale capace di avvicinare, educare e costruire ponti.
In questa giornata dedicata alla figura di Mahatma Gandhi, il nostro pensiero si allinea con le sue parole rivoluzionarie: “La nonviolenza è la forza più grande a disposizione dell’umanità. È più potente dell’arma di distruzione”. Un messaggio che ci spinge a fare della memoria un’azione concreta, e dell’esempio dei grandi un orizzonte da seguire, anche quando è faticoso, anche quando sembra distante. Perché ogni traccia seminata con valore lascia un solco, ogni gesto coerente costruisce futuro.
Con questo spirito nasce il Trofeo “Pax in Terris”, che partirà ufficialmente da Palermo nel prossimo mese di novembre e attraverserà, nell’arco di dodici mesi, l’intero territorio nazionale. Il progetto è pensato per articolarsi in fasi provinciali, regionali e nazionali, coinvolgendo anche diversi Paesi dell’area mediterranea e d’Europa grazie alla collaborazione con le ambasciate estere e con le nostre reti internazionali.
Una grande sfida culturale, educativa e sportiva che stiamo costruendo con attenzione e dedizione, insieme a uno staff appassionato e competente. Desidero ringraziare in particolare Sergio RedBlue, nostro Technical Management e graphic designer, e Stefano Grimaldi, una presenza di riferimento per tutto il nostro cammino. Grazie a loro e a tutti coloro che ci accompagnano, questo progetto sta prendendo forma con una forza sempre più concreta, e presto coinvolgerà attivamente tutte le Regioni d’Italia e oltre 42 Nazioni del bacino del Mediterraneo.
“Pax in Terris” non è solo un trofeo. È un messaggio, un atto di fiducia, una dichiarazione d’intenti. È la dimostrazione che lo sport può ancora essere, davvero, uno spazio di pace, rispetto e futuro condiviso.
