HomeAttualità e NewsNotizie dal mondo sportivo

Oltre il campo: il calcio vale miliardi per lo Stato. Ecco cosa ci dicono i numeri del report FIGC

Il comparto vale da solo il 70% della contribuzione di tutto lo sport italiano

di Brando Direttore Vice Presidente Commissione Sport ODCEC di Napoli In 17 anni il calcio professionistico italiano ha garantito alle casse d

Safeguarding: non basta nominare. La responsabilità del Presidente comincia dalla scelta.
MODELLO EAS: UNA MANCANZA CHE NON COSTA (SE LO SPORT È VERO)
Vincere sul campo, gestire bene fuori: come cambiano le regole fiscali dei premi sportivi dilettantistici

di Brando Direttore
Vice Presidente Commissione Sport ODCEC di Napoli

In 17 anni il calcio professionistico italiano ha garantito alle casse dello Stato. quasi 20 miliardi di euro in termini di contribuzione fiscale e previdenziale. Da solo, vale oltre il 70% della contribuzione prodotta dal comparto sportivo italiano. Nel 2022, considerando anche la raccolta sulle scommesse, è stata raggiunta una nuova cifra record, con oltre 1,5 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto alla cifra del 2006 (864,5 milioni di euro).
Sempre nello stesso anno, sono risultati attivi nel calcio 8.381 professionisti, il 92,3% del totale dello sport in Italia.
È quanto emerge dalla lettura del report calcio della Figc, realizzato insieme a Pwc e Arel.

Tasse e contributi
Grazie anche alla significativa ripresa prodotta nel post Covid-19, si legge nel report, il calcio Professionistico continua a rappresentare per distacco il principale sistema sportivo dal punto di vista della contribuzione fiscale; in termini aggregati, tra il 2006 e il 2022, la contribuzione fiscale e previdenziale totale prodotta, risulta essere pari a quasi 19,8 miliardi di euro, di cui il 67% prodotto dalla Serie A (13,3 miliardi), il 12% dalla Serie B (2,3 miliardi), il 5% dalla Serie C (1,0 miliardi) ed il restante 16% dalle scommesse sul calcio (3,2 miliardi).
Dopo il calo registrato nel 2020, a seguito dell’impatto dell’emergenza sanitaria, nel 2021 e 2022 la contribuzione fiscale e previdenziale è tornata a crescere in termini significativi, fino a raggiungere il dato record di 1.518,7 milioni di euro, superiore anche a quello registrato nel pre-Covid-19 (1.476,1 milioni).
La voce con l’incidenza più alta continua a riguardare le ritenute Irpef, che pesano per il 53% del totale (rispetto al 58% del 2021), con un dato pari a 808,6 milioni di euro, in diminuzione del 3,2%, rispetto all’anno precedente, legato al lieve decremento del reddito da lavoro dipendente, passato dai 2.038,4 milioni del 2021 ai 1.995,1 del 2022 (-2,1%); non si arresta, al contrario, il trend di crescita del numero di lavoratori dipendenti, che nel 2022 tocca il nuovo record rispetto ai dati analizzati dal 2006 (13.647, in aumento di oltre 1.000 unità rispetto al 2021). Il numero di contribuenti con redditi superiori a 200.000 euro raggiunge inoltre quota 1.334, il dato più alto tra quelli registrati nella storia del report calcio.
Rispetto alle oltre 50.000 società ed enti presenti nel sistema sportivo in Italia, come detto, i 99 club afferenti al calcio professionistico, nel 2022, hanno pesato da soli per oltre il 70% della contribuzione fiscale prodotta dal comparto sportivo italiano nel suo complesso, dato in leggera diminuzione rispetto al 76,9% del 2021, che rappresentava l’incidenza record tra quelle registrate a partire dal 2015. La crescita della contribuzione fiscale del calcio ha prodotto inoltre nuove risorse a beneficio dell’intero movimento sportivo (+ € 60 milioni solo nel 2019, + € 95m nel 2020, + € 21m nel 2022, + € 50m nel 2023 e + € 154m nel 2024).

L’incidenza delle scommesse
A incidere su questi numeri c’è anche la componente legata alle scommesse che, nonostante il divieto di pubblicità, previsto dal decreto Dignità, non accennano a calare. Tra il 2000 e il 2024, infatti, la raccolta delle scommesse sportive in Italia è cresciuta di oltre 30 volte, passando da € 730m a € 22,8 miliardi, con una crescita media annua del 15,4%.
La raccolta specifica sul calcio, disponibile dal 2006, è aumentata in 19 anni di quasi 8 volte (da € 2,1 a € 16,1 miliardi), permettendo a questo sport di rappresentare per distacco la principale disciplina in termini di raccolta e gettito erariale.
Il secondo sport, ovvero il tennis, non supera i 4 miliardi di euro di raccolta e i 104,3 milioni di gettito. La Serie A di calcio maschile nel 2024 ha prodotto una raccolta in Italia pari a quasi 3 miliardi di euro (solo nel 2012 non si superavano gli 807 milioni), mentre quella stimata a livello mondiale sfiora i 34 miliardi di euro, giocati in gran parte in Asia e in Europa.
Un ultimo tassello analizzato dal report Figc, infine, riguarda il Totocalcio. Uno strumento «che ha finanziato lo sport del nostro paese dal 1948 al 2003», recita l’indagine. Nel periodo considerato, infatti, sono stati raccolti circa 21 miliardi di euro per il Coni e 21miliardi per l’Erario, «contribuendo così alla conquista di 422 medaglie olimpiche in 55 anni».