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ENTI NO PROFIT E MORATORIA IVA

di Brando DirettoreDottore Commercialista – Revisore dei ContiVice Presidente Commissione Sport ODCEC di Napoli

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di Brando Direttore
Dottore Commercialista – Revisore dei Conti
Vice Presidente Commissione Sport ODCEC di Napoli

Dovrebbe essere ormai prossima l’introduzione, in Italia, a seguito della procedura di infrazione della UE 2008/2021 promossa nei confronti dell’Italia, in attuazione alle modifiche introdotte nel DI 146/2021, in cui gli enti associativi vedranno attrarre in campo IVA, seppur in esenzione, le prestazioni rese in presenza di corrispettivi specifici o quote supplementari nei confronti dei propri associati soci e partecipanti.

Questo rappresenterebbe, soprattutto per gli enti di piccole dimensioni, un appesantimento della gestione amministrativa, con l’obbligo dell’apertura della partita IVA e di tutti gli adempimenti ad essa connessa.

Ma dalla Commissione Finanza della Camera è arrivato il parere favorevole allo schema di decreto delegato in materia di Terzo Settore, che chiede al Governo di rivedere alcuni nodi centrali per la sostenibilità fiscale del settore no profit, legati appunto agli aspetti IVA e IRAP.

La Commissione invita il Governo a una transizione graduale verso il nuovo assetto IVA e a rivedere le modalità di calcolo dell’IRAP, tutto questo nella consapevolezza che occorrerà assicurare un adeguamento al parere dell’Unione Europea.

È evidente che è necessario che queste decisioni possano essere prese nel più breve tempo possibile, evitando il solito caos e la solita corsa per adeguarsi alle ormai quasi ventennali richieste dell’UE.

In questo contesto, merita una riflessione anche la soglia degli 85.000 euro per l’esenzione IRAP, recentemente oggetto di attenzione per il suo impatto sugli enti non commerciali, in particolare nel settore sportivo dilettantistico. I compensi sportivi, infatti, potrebbero rientrare tra le attività esenti se l’ente non supera tale limite, ma una gestione errata o incerta rischia di compromettere gli equilibri economici di molte realtà associative. Inserire un chiarimento organico su questi aspetti – oltre che sull’IVA – diventa un’urgenza non solo fiscale, ma anche sociale e culturale.

🧩 BOX OPERATIVO – IVA e IRAP per il No Profit: cosa sapere oggi

💼 IVA – Adeguamento in arrivo

  • Obbligo di apertura partita IVA per le prestazioni rese a pagamento agli associati.

  • Le quote supplementari e i corrispettivi specifici diventeranno soggetti ad IVA, anche in regime di esenzione.

  • La Direttiva UE 2006/112/CE e la procedura di infrazione n. 2008/2021 impongono il recepimento entro il 2025.

  • Richiesta in corso da parte della Commissione Finanze per una moratoria o transizione graduale.

🧾 IRAP – La nuova soglia degli 85.000 euro

  • Introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (art. 1, comma 71, L. 213/2023).

  • Gli enti non commerciali con compensi sotto tale soglia sono esonerati dal versamento dell’IRAP.

  • Attenzione ai compensi sportivi, ai rimborsi e ai contributi ricevuti da enti pubblici o privati.

✅ Cosa fare concretamente

  • ✍️ Verificare la natura commerciale delle attività istituzionali;

  • 🧮 Tenere tracciate entrate e compensi con rendicontazione chiara;

  • 🗂 Richiedere una consulenza tecnica per definire la posizione fiscale entro il 2025;

  • 🧑‍⚖️ Fare attenzione alla qualifica dei collaboratori sportivi in funzione IRAP.