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CONI, piano quadriennale e valore sociale dello sport: quando l’istituzione diventa investimento per il Paese

Il Salone d’Onore del Foro Italico ha ospitato la presentazione del Piano Operativo quadriennale del CONI e del Rapporto Censis sul valore sociale d

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Il Salone d’Onore del Foro Italico ha ospitato la presentazione del Piano Operativo quadriennale del CONI e del Rapporto Censis sul valore sociale delle funzioni istituzionali del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Un doppio appuntamento che non si è limitato a illustrare numeri o strategie, ma ha offerto una fotografia nitida del ruolo che lo sport organizzato svolge oggi nel tessuto sociale, economico e culturale del Paese.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, che ha richiamato con forza il senso di responsabilità legato alla guida di un’istituzione pubblica chiamata a coordinare una rete composta da circa 16 milioni di tesserati e oltre 112.000 realtà associative. Il CONI, ha sottolineato, non è una struttura verticistica, ma una comunità regolata, capace di tenere insieme autonomie diverse garantendo uniformità di regole, pari diritti e pari opportunità su tutto il territorio nazionale.

In questo equilibrio tra pluralità e unità risiede la solidità del modello sportivo italiano, oggi chiamato ad affrontare sfide che travalicano i confini dello sport stesso: il calo demografico, la progressiva riduzione della pratica sportiva in ambito scolastico, la carenza e l’obsolescenza degli impianti, soprattutto nelle aree più fragili. Questioni strutturali che richiedono una visione di lungo periodo e una collaborazione autentica tra istituzioni, sistema sportivo e comunità locali.

È in questo contesto che si inserisce il Rapporto Censis, presentato dal Segretario Generale Giorgio De Rita, che restituisce una valutazione scientifica del valore sociale ed economico delle funzioni istituzionali svolte dal CONI. Il dato più significativo è quello economico: le attività garantite dall’Ente generano un valore stimato tra gli 80 e gli 85 milioni di euro l’anno, a fronte di un finanziamento pubblico attualmente pari a circa 45 milioni. Un divario che apre una riflessione seria sulla sostenibilità delle funzioni di regolazione, coordinamento e tutela esercitate dal CONI.

Ma il cuore della ricerca non è solo nei numeri. Oltre il 90% degli italiani riconosce allo sport un ruolo fondamentale nella diffusione di valori educativi, nella lotta alle discriminazioni, nella promozione della salute e della coesione sociale. Lo sport organizzato è percepito come uno strumento capace di formare cittadini consapevoli, di offrire opportunità ai giovani e di rafforzare il senso di appartenenza collettiva. Non a caso, il medagliere olimpico continua a essere considerato un elemento di prestigio internazionale e un potente motore di emulazione per le nuove generazioni.

I risultati ottenuti alle Olimpiadi di Parigi 2024, con 40 medaglie e un primato storico per gli ori femminili, sono l’espressione più visibile di un ecosistema complesso fatto di Federazioni, tecnici, centri di preparazione, ricerca scientifica, medicina dello sport e governance nazionale. Un sistema che il nuovo Piano Operativo 2025–2028 intende consolidare attraverso quattro direttrici principali: preparazione olimpica, formazione, sostenibilità e valori olimpici, con un’attenzione crescente ai temi ESG e alla trasparenza gestionale.

Nel corso dell’incontro è emersa con chiarezza anche la dimensione istituzionale dello sport come presidio educativo e sociale. La Capo di Gabinetto del Ministro per lo Sport e i Giovani, Sabrina Bono, ha ribadito come il CONI non debba essere visto esclusivamente come una “cassaforte di medaglie”, ma come un’infrastruttura culturale del Paese, capace di diffondere valori, inclusione e coesione, in linea con il riconoscimento costituzionale dello sport.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha infine richiamato l’importanza del rispetto delle regole come elemento fondante della dimensione sportiva e sociale, sottolineando come la riforma dello sport abbia cercato di collegare in modo razionale il finanziamento pubblico alla ricaduta economica e sociale delle attività sportive.

Il messaggio che emerge dal Rapporto CONI–Censis e dal Piano quadriennale è chiaro: investire nel CONI significa investire nel futuro del Paese. Non solo in termini di risultati agonistici, ma come leva di sviluppo sociale, educativo ed economico. Lo sport, quando è regolato, inclusivo e sostenuto da istituzioni solide, diventa un patrimonio collettivo capace di generare benessere, opportunità e coesione.

Il CONI, come ricordava Giulio Onesti, non è solo un fine, ma un mezzo per formare la persona e rafforzare la convivenza civile. Custodirlo e rafforzarlo oggi significa costruire un domani più equilibrato, consapevole e condiviso per lo sport e per l’Italia.

Piano Operativo CONI 2025 – 2028 (15 dicembre 2025)

Presentazione CONI-Censis

Rapporto CONI-Censis – Il valore sociale delle funzioni istituzionali del CONI

✍️ di Luca Canale redazione – ValoreSportivo.it