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La pratica sportiva in Italia e la sfida della Campania

di Luca Canale Consigliere Regionale ASC Campania La pratica sportiva in Italia è in crescita costante e questo rappresenta un segnale incoraggian

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di Luca Canale

Consigliere Regionale ASC Campania

La pratica sportiva in Italia è in crescita costante e questo rappresenta un segnale incoraggiante per il futuro del nostro Paese. Secondo l’ultima indagine ISTAT 2024, oltre 21 milioni e 500 mila persone di 3 anni e più – pari al 37,5% della popolazione – praticano uno o più sport nel tempo libero. Tra questi, il 28,7% svolge attività con continuità mentre l’8,7% lo fa saltuariamente. È un dato che racconta un cambiamento profondo: nel 1995 la quota di sportivi era appena del 26,6%, segno che in trent’anni la cultura dello sport ha compiuto un salto qualitativo, soprattutto nella pratica continuativa che è cresciuta di quasi 11 punti percentuali.

Eppure, questa fotografia positiva non è uniforme. La mappa italiana restituisce una geografia frammentata e a tratti diseguale. Alcuni territori, come la Provincia Autonoma di Bolzano con il 57,4% di sportivi, la Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Trento con il 49,1%, si collocano stabilmente in cima alla classifica. Veneto e Lazio seguono poco distanti, attestandosi entrambi oltre il 44%. Ma se il Nord e alcune aree del Centro dimostrano di aver sviluppato una radicata cultura sportiva, il Sud d’Italia continua a vivere una condizione di difficoltà strutturale. La Campania, con il 23,9% di praticanti, si posiziona penultima, davanti soltanto alla Calabria con il 22,9%.

Un dato che non può lasciare indifferenti, soprattutto se rapportato al potenziale umano, sociale e culturale che questa regione custodisce. Lo sport, infatti, non è soltanto competizione o intrattenimento: è salute, prevenzione, educazione, inclusione. È un linguaggio universale capace di unire comunità e generazioni, abbattendo barriere culturali e sociali. Per questo motivo, restare indietro nella pratica sportiva significa rinunciare a una parte essenziale del benessere collettivo.

Lo ha ricordato con chiarezza Sergio Avallone, Responsabile del Dipartimento Istruttori Sportivi della Confederazione dello Sport, osservando che “in Campania siamo penultimi. Dobbiamo ancora fare molto. Dipende da ognuno di noi per crescere e migliorare la nostra vita”. Una riflessione che richiama tutti , istituzioni, associazioni, famiglie e cittadini , a un impegno condiviso. Perché lo sport non si impone dall’alto, ma cresce dal basso, attraverso la partecipazione e la consapevolezza della collettività.

È proprio su questa visione che si innesta l’azione della Confederazione dello Sport Campania, guidata dal presidente Marco Mansueto, in stretta sinergia con l’ASC Campania. L’obiettivo è chiaro: costruire un sistema di attività promozionali e formative che sappia radicare la cultura sportiva in ogni angolo del territorio, andando oltre l’organizzazione dei singoli eventi per puntare a un cambiamento strutturale e duraturo.

Mansueto, riflettendo sui dati ISTAT, ha sottolineato che “i numeri ci dicono che serve un cambio di passo. Solo con la partecipazione di tutti e con la sensibilizzazione della collettività riusciremo a colmare questo divario”. È una presa di posizione netta, che chiama in causa il ruolo attivo delle associazioni, delle scuole, degli istruttori, ma anche delle famiglie, perché l’abitudine sportiva si costruisce giorno dopo giorno, con scelte concrete e stili di vita sani.

La prospettiva è chiara: Napoli sarà Capitale Europea dello Sport 2026. Un riconoscimento che non deve restare un titolo celebrativo, ma trasformarsi in un’occasione di riscatto per l’intera regione. La città e la Campania intera hanno l’opportunità di dimostrare che anche nei territori in cui i dati sulla pratica sportiva appaiono scoraggianti si può costruire un movimento solido, inclusivo e capace di generare ricadute sociali e culturali. Perché Napoli 2026 non sia soltanto un grande evento da ricordare, ma l’inizio di una stagione nuova, fondata sulla diffusione dello sport a ogni livello, dal professionismo alla base.

La sfida è enorme, ma allo stesso tempo necessaria. I numeri dell’ISTAT hanno reso evidente una verità che non può più essere rimandata: per la Campania, investire nello sport non è un lusso, è una priorità sociale. La Confederazione dello Sport e l’ASC Campania si muovono in questa direzione, mettendo in campo progetti, reti e sinergie che vogliono accompagnare il territorio verso una crescita stabile.

Lo sport, d’altronde, è una scelta che appartiene a ciascuno di noi. Come ricorda Avallone, migliorare significa assumersi una responsabilità personale e collettiva. Perché non c’è futuro senza salute, e non c’è salute senza movimento. È in questo intreccio di dati, consapevolezza e impegno che si gioca oggi la partita più importante: quella per una Campania più sportiva, più sana e più unita.